Serve una moratoria per i certificati energetici emessi ad ottobre

Con l'uscita delle nuove UNI 11300 1 e 2:2014, per circa 15 giorni i professionisti sono stati nella quasi impossibilità di redigere gli A.P.E. Il CTI propone un periodo di "coesistenza" e il Mise ventila moratorie che ancora non arrivano

Le nuove norme Uni TS 11300 parti 1 e 2 sono uscite senza molto preavviso e le poche attività di coordinamento tra CTI e le software house non hanno aiutato a snellire una procedura di calcolo decisamente più complicata, tanto da ridurre drasticamente il numero di software in commercio.

Con la pubblicazione della revisione delle norme Uni TS 11300 parte 1 e 2:2014, avvenuta il 2 ottobre 2014, i software in circolazione si sono trovati nel giro di qualche giorno a dover aggiornare le procedure.  Il colpo è stato accusato dalle software house, tanto che alla data del 30 ottobre solo 8 di esse hanno depositato l'autodichiarazione per il rilascio del certificato di conformità al protocollo del CTI. Ma la presentazione dell'autodichiarazione non significa la disponibilità del software, perché solo il 20 di ottobre la maggior parte di questi 8 software era di fatto in commercio. 

Per i certificatori c'è stato un periodo di adattamento. Si sono trovati nella situazione di dover decidere se certificare a mano, oppure retrodatare il certificato al primo di ottobre nel caso il committente ne avesse avuto una necessità assoluta. Di certo, dal 2 ottobre non possono più utilizzare le vecchie versioni dei software, tanto che persino le Regioni, in tempi e modi differenti, hanno diramato avvisi che richiamavano l'adozione delle nuove norme Uni TS 11300 aggiornate a questa data e molte hanno anche rifiutato i certificati emessi con le vecchie norme. In questa situazione fa eccezione la Lombardia poiché ha adottato una procedura di calcolo autonoma implementata all'interno del software Cened+.  

Si alza l'asticella 

Sono quindi numerose le software house che non hanno ancora fornito l'aggiornamento. Questo significa che i professionisti che adottano tali strumenti dovranno migrare, se vorranno emettere Ape in questo periodo, verso applicativi più aggiornati. E non è detto che il passaggio sia solo temporaneo. I circa 30 software certificati con le norme del 2008, già con l'introduzione della parte 4 sull'utilizzo delle energie rinnovabili si erano già ridotti a 16. Ma non è certo che tutti gli altri otto software che hanno presentato l'autodichiarazione otterrano la certificazione in tempi brevi. Alcune software house avrebbero richiesto di svolgere le procedure di verifica solo in riferimento alle parti 1 e 2, mentre il CTI richiede la conformità a tutte le norme citate nella Legge 90/13. Non si può quindi affermare che la situazione si sia stabilizzata. Nella domanda di protocollo che accompagna le nuove versioni dei software, i produttori si sono preoccupati di specificare che il software determina un indice di prestazione energetica con uno scostamento non superiore del 5% rispetto ai risultati dei casi di studio pubblicati dal CTI per la verifica del calcolo. Quindi, se i casi di studio saranno in qualche modo cambiati, i software dovranno essere modificati, passerà altro tempo. Su questo punto ci sentiamo di rassicurare gli animi dei lettori in merito alle numerose voci diffuse da alcune software house circa una prossima rettifica dei casi di studio. Se si dovesse davvero giungere ad un successivo aggiornamento dei software, potrebbero essere influenzati significativamente solamente gli A.P.E. che attestano un indice di prestazione energetica vicino al salto di classe, meritando conseguentemente una riemissione. 

Verso un periodo di coesistenza

A questo punto si attende un pronunciamento del ministero in merito a una moratoria per i certificati emessi dal 2 ottobre, per evitare potenziali controversie non solo con i committenti, ma anche con i tanti enti pubblici e catasti energetici regionali che non sono stati così celeri ed efficienti nell’informare i certificatori e i progettisti sulle modifiche normative. Anche il CTI si è mosso in tal senso, come appare evidente nella nota che alleghiamo, in cui viene spiegata al pubblico la procedura di validazione dei software commerciali, che questa volta può aver scontentato qualcuno, ma che in futuro, qualora venisse accolta la proposta del CTI di un periodo “transitorio” per ogni aggiornamento delle norme tecniche, dovrebbe svolgersi in modo più sereno.

Anticipiamo in allegato un estratto del comunicato del Comitato Termotecnico Italiano presente informa estesa sul fascicolo in distribuzione in questi giorni di AiCARR journal n.28

PROCEDURA PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ AI SENSI DEL D.LGS. 192/05 E S.M.I. DI SOFTWARE PER IL CALCOLO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI E DEGLI IMPIANTI (vd allegato)

Il Comitato di valutazione del CTI

fonte: casaclima.it