Global-strike-ri_uso-ri_ciclo-ri_genero-gli-ordini-professionali-formino-i-tecnici-per-nuove-competenze

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Movimenti per salvare il Pianeta, una nuova cultura e modo di pensare che non è filosofia e questione di moda, ma i Fridays for future (i venerdì per il futuro), il movimento verdedella giovane e ormai icona mondiale Greta Thunberg, sono una sensibilizzazione di massa, ciascuno per le proprie competenze e settori per un cambio di marcia.
Provvedimenti per fermare il surriscaldamento del pianeta e contrastare i cambiamenti climatici. Rispetto all’onda verde che ha invaso l’Europa e il mondo intero, il movimento dei Fridays in Italia è arrivato più tardi (i primi presìdi del venerdì risalgono a fine dicembre). Ma in un paio di mesi ha già raccolto centinaia di attivisti. Tutti giovani, molti adolescenti (ma anche più piccoli) sostenuti dai genitori e dagli insegnanti. Tanto che in molte scuole, sono stati gli stessi dirigenti scolastici a diramare la circolare per informare e sostenere lo sciopero globale per il clima.

 

E noi del settore edile come possiamo partecipare al cambiamento che non sarà, ma deve già’ essere per salvare le risorse della Terra e i cambiamenti climatici che sono un pericolo per tutti?

 

Puntare al totale riutilizzo dei materiali da costruzione e demolizione. I rifiuti speciali prodotti in Italia come sottolinea l’Ispra nel suo rapporto 2016 – con
dati riferiti al 2014- sono oltre quattro volte superiori a quelli urbani. Nel 2014 a fronte di circa 130,6 milioni di tonnellate di speciali (erano 124,4 nel 2013, +6,2%), suddivisi in 121,7 milioni di tonnellate di non pericolosi e 8,8 di
pericolosi. Ai settori dei rifiuti delle costruzioni e demolizioni è imputabile la produzione del 39,7% del totale riferito ai rifiuti speciali. Si tratta di un flusso di rifiuti che comprende molti materiali: dal cemento armato ai mattoni, dai telai delle finestre ai vetri, dai cavi del circuito elettrico alle tubazioni, dalle ceramiche all’asfalto. Un vero disastro ambientale!

Legambiente nel suo secondo Rapporto dell' Osservatorio Recycle dello scorso giugno ribadisce che oggi non esistono più motivi tecnici, prestazionali o economici che possano essere utilizzati come scuse per non utilizzare materiali provenienti da riciclo nelle costruzioni. Per spingere questo scenario il rapporto bisogna superare le barriere tecniche e giuridiche, di informazione che ancora rallentano l’utilizzo di materiali provenienti dal recupero in Italia. Allo stesso tempo bisogna agire sui regolamenti edilizi e a livello normativo per accompagnare il raggiungimento degli obiettivi nell’uso dei materiali fino al target del 70%.

In Olanda non si portano più i materiali edili nelle discariche e queste regole hanno facilitato la creazione di impianti per il recupero dei materiali che prima venivano indirizzati nei centri di raccolta autorizzati, materiali da cui ora si ricavano legno, metalli, materie plastiche, inerti. È stato così ottenuto un alto livello di riciclo per: asfalto; legno; vetro piano ; finestre in pvc; gesso (un accordo di programma governo-industria punta a dare all’Olanda il primato nel riciclo del gesso). In questo modo si mettono in piedi per motivi ambientali un monitoraggio accurato del flusso di rifiuti provenienti dal settore edilizio. Pertanto questo nuovo obiettivo in Olanda mira a ridurre drasticamente il consumo di materie prime naturali attraverso un impiego maggiormente circolare di questi materiali. Attualmente i rifiuti generati durante le operazioni di costruzione e demolizione vengono sì recuperati al 90%, ma si tratta di applicazioni di basso livello: come sottofondazione stradale o come materiale di riempimento nelle opere di ingegneria idraulica e civile. Per dare un contributo a questo cambio di rotta è nato due anni fa Repurpose,un progetto che fornisce consulenza sulle possibilità di riutilizzo di questi materiali a architetti, costruttori e ai loro clienti. Repurpose ha creato una rete che conta ora circa 200 imprese e che ha all’attivo oltre dieci progetti avviati.  E’ stata creata una piattaforma on-line che rende possibile la ricerca l’acquisto e la vendita di tutti i materiali che si rendono disponibili da una demolizione e che possono essere impiegati in un progetto di costruzione pianificando le azioni prima che i lavori abbiano inizio.

 

La piattaforma favorisce il riutilizzo in due modalità:

– compravendita di materiale che assolve alla funzione originaria nel secondo utilizzo
– compravendita di materiale che trova un diverso impiego.

 

Ad esempio lastre di granito utilizzate come davanzali possono servire per pavimentazioni, oppure ex porte possono diventare pareti divisorie come nel progetto raffigurato nella foto. Si tratta della ristrutturazione di un edificio vicino
ad Utrecht trasformato da magazzino farmaceutico a sede di uffici e spazi in co-working per aziende e start-up.

L’impiego di materiali riciclati  riduce il consumo di materie prime e ne riduce notevolmente il costo. Servirebbe pertanto per questo ed altri progetti legati ai modelli di business circolari  l’introduzione di una fiscalità ecologica.

L’economia circolare è una logica che deve entrare negli stili di vita e di pensiero di tutti, essa ha lo scopo di separare la crescita economica dallo sfruttamento delle risorse naturali e degli ecosistemi, utilizzando le suddette risorse in modo più efficace e proficuo. È un aspetto trainante per l’innovazione nel settore del riutilizzo di materiali, componenti e prodotti e per lo sviluppo di nuovi modelli di business. In un’economia circolare, l’uso più funzionale dei materiali favorisce una maggiore creazione di valore, sia tramite il risparmio sui costi che tramite lo sviluppo di nuovi mercati, o la crescita di quelli esistenti. Questo tipo di economia offre alle aziende di sfruttare nuove fonti di valore, contribuendo a creare mercati elastici e catene di fornitura in grado di offrire prosperità sostenibile a lungo termine.

Questa logica economica è supportata da numerose ricerche: World Economic Forum, Ellen MacArthur Foundation e McKinsey suggeriscono che questa transizione circolare rappresenti un’opportunità da 1 triliardo di dollari per l’economia mondiale. Come tale, rappresenta un’opportunità significativa, sia per le imprese che per i consumatori, di abbandonare la tradizionale economia caratterizzata da sfruttamento delle risorse e produzione di rifiuti e di adottare un modello circolare. Il ruolo della progettazione in un’economia circolare è di primaria importanza. Le aziende dovranno collaborare con i progettisti per sviluppare nuovi design per i prodotti e i servizi che tengano conto del ciclo di vita. E gli ordini professionali e gli enti di formazione formino i tecnici con Corsi di qualità per edificare e formare gli iscritti e creare nuove competenze, suggeriscono gli economisti.

Intanto c’è fermento sul web ed i giovani non si fermano, perché vogliono un futuro per viverci. Appuntamenti, presidi, incontri e dibattiti si rincorrono sui social e su WhatsApp. Si tratta di giovani che si sono mossi autonomamente  sotto
un’unica sigla: Global strike.

Si allega l’opuscolo sulla materia rinnovabile.

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